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  • Il comportamento distruttivo è sintomo di una emozione di disagio

    Emozioni, la chiave di tutto. Il comportamento distruttivo nasce da un malessere

    Si parla spesso di emozioni , stati emozionali e gestione delle emozioni.
    Tutti riusciamo a intuire l’importanza che le nostre emozioni hanno sul nostro cane , ma all’atto pratico, quando davvero ci servirebbe riuscire a gestirle…ci perdiamo.
    Se sappiamo che il nostro cane va in predazione sulle biciclette o salta sulle gambe dei passanti o abbaia ringhioso ad ogni cane che incontra sul marciapiede…la preoccupazione, l’insicurezza o un pochino di ansia ci rendono difficile essere di supporto al nostro cane.
    Essere di supporto in questi casi è importante, se noi crolliamo o non ci fidiamo delle sue reazioni e quindi cominciamo già a correggerle preventivamente prima che si manifestino, non siamo di aiuto ma anzi entriamo in una gabbia emozionale improduttiva.

    Per aiutarlo a migliorare i suoi comportamenti dobbiamo essere consapevoli dei nostri e ricordarci SEMPRE che qualsiasi comportamento ha dietro uno stato emotivo. Sempre.
    Un’altra cosa da ricordare SEMPRE è che, in ogni momento, i nostri comportamenti condizionano i suoi.
    Il comportamento di un cane, di un uomo, di una volpe o qualsiasi altro essere vivente, viene sempre influenzato dalle relazioni di cui egli è parte e dai comportamenti di chi vive con lui.
    Da questo non si può prescindere e saperlo e interiorizzare perfettamente questo concetto ci permette di prestare maggiore attenzione alle nostre azioni.

    Lo stato emotivo nostro influenza i nostri cani

    La serenità crea uno stato emotivo positivo

    Facciamo tutti parte di un sistema di relazioni che si intrecciano e quindi quando condanniamo un’azione del nostro cane, sapere che questa è frutto di un intero sistema che si influenza e (automaticamente) lo influenza, ci rende più tolleranti verso di lui e più consapevoli di quale (e quanta) sia la nostra implicazione e di quanto possiamo fare per aiutarlo.
    Siamo serenamente a passeggio col nostro cane, quando girato l’angolo dell’isolato, vediamo arrivare un altro cane col suo proprietario; sapendo che il nostro potrebbe andare in agitazione che facciamo?
    La maggior parte delle volte ci si raffigura già l’immagine mentale dei due cani che fanno rissa e, se non arrivano a mordersi, il rischio di creare una situazione incresciosa è alto e ben chiaro nella nostra testa.
    Ed ecco che scattano le azioni preventive!!!
    Cominciamo ad intimare al nostro cane di stare bravo, di stare calmo e, degno di ogni copione che si rispetti, non manca mai una bella sfilza di NO! NO! NO! che non guasta mai; accorciamo ben bene il guinzaglio arrotolandocelo sulle mani e chiaramente cerchiamo con gli occhi una scappatoia a quella faticosa interazione che ci sta dando un’intensa scarica di adrenalina.
    Ma chiediamo al cane di stare calmo. Siamo proprio curiosi noi proprietari!

    A questo punto anche il cane entra nel “loop” di questo comportamento ritualizzato di cui forse siamo i primi propositori.
    Quando, in veste da educatore, faccio notare al proprietario il suo comportamento e le eventuali conseguenze che ne derivano, è sempre perfettamente in grado di capire la logica, ma a caldo, dentro la situazione il suo stato emotivo va in TILT!

    Non possiamo chiedere ad un cane di essere sereno, tranquillo e sicuro se noi non lo siamo. Anzi noi dobbiamo esserlo proprio per rassicurare il cane in un suo momento di difficoltà. Siamo o non siamo delle figure di riferimento?
    Ecco che allora anche noi dobbiamo lavorare un po’ su noi stessi e la prima cosa da fare e non buttargli addosso la nostra agitazione.
    Controllo maggiore dello stato emotivo.

    Cane spaventato nella sua casa

    Dove c’è paura non ci sono emozioni positive

    Non è facile cambiare noi e non è facile dare al cane gli strumenti per vivere, in un modo nuovo, una situazione che lo disturba da sempre.
    Inoltre sia per noi come per lui, le nostre abitudini ci danno sicurezza e questo ci incastra in comportamenti sempre uguali e, anche se in qualche maniera ci rendiamo conto che non sono corretti, non riusciamo a modificarli.
    Non è facile ma vale la pena tentare, se vive bene lui viviamo bene anche noi e viceversa.

    Non diamo per scontato che sempre e sistematicamente il nostro cane agirà nello stesso modo e non correggiamo prima, a prescindere, una sua azione.
    Non possiamo processare e condannare un’ intenzione e non possiamo sapere cosa avrebbe fatto se noi già adottiamo, anticipatamente, le precauzioni che adottiamo sempre.
    Non sto dicendo di diventare improvvisamente irresponsabili e lasciare al nostro cane la libertà di scagliarsi sul primo cane che gli si presenta davanti, sto dicendo di non agire a priori.
    Sto dicendo di fare noi qualcosa affinché lui acquisisca nuovi strumenti , nuove competenze e nuovi stati emotivi.
    COSA?
    Dipende dal cane e dalla situazione, ma un esempio può essere quello di non sgridarlo se si sta agitando o di non strattonarlo per il guinzaglio e di non chiedergli il classico “seduto!” nel momento in cui avverte un pericolo o disagio.
    E’ ovvio che non stiamo capendo la situazione e costringendolo a stare seduto stiamo solo aggirando l’ostacolo e stiamo ignorando il suo disagio, ma di certo non stiamo risolvendo la situazione.
    Se un cane va in allarme per un altro cane o si agita per qualche persona che si sta avvicinando o semplicemente se un cane abbaia ogni volta che qualcuno suona il campanello non ci vuole qualcuno al suo fianco che gli comanda un ZITTO! SEDUTO! BASTA!; ci vuole qualcuno che mantenga la calma e la padronanza della situazione per portarlo fuori da quello stato emotivo.
    Se non sapete farlo, non chiedetelo a lui.

    E’ ovvio che facendo sempre le stesse azioni si producono sempre gli stessi comportamenti e se vogliamo un miglioramento, deve avvenire un cambiamento. Se non sapete come farlo non c’è nessun problema perché un bravo educatore può essere d’aiuto a tutti e due.

    Come si può iniziare intanto già da subito?
    – Cambiamo il nostro stato emotivo cercando di essere più fiduciosi, più rassicuranti, più possibilisti verso il nostro cane.
    – Aiutiamolo ad essere emotivamente più tranquillo senza sgridarlo, senza incutergli timori ulteriori o paura di non fare la cosa giusta.

    Ogni qual volta ci ritroviamo a pensare o a fare qualcosa, stiamo generando un comportamento e, come avviene nella la fisica, ad ogni azione corrisponde una reazione uguale e contraria.
    Ovviamente non parlo soltanto di azioni e conseguenze fisiche o meccaniche, ma soprattutto di azioni e conseguenze a livello mentale.

    Avere consapevolezza di questo e, quindi, di come le nostre azioni interferiscono nei comportamenti del nostro cane è già un ottimo punto di partenza.

    E come si suol dire: CHI BEN COMINCIA E’ A META’ DELL’OPERA!!!!

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